Il paradosso dell’ospitalità all’interno di un’azienda ristorativa è che il cuoco si trova nascosto nelle cucine, che il Maître e i camerieri agiscono nella sala e che il raggiungimento della soddisfazione del cliente dipende dall'armonia che questi due reparti riescono a trasmettere lui. Per il cliente risulta quindi di estrema importanza comprendere la proposta ristorativa in maniera completa e coerente, a partire dagli intendimenti di chi dietro alle quinte propone una "propria" visione della gastronomia a tavola, fino ad arrivare a recepire "ambiente" ed "atmosfera" che gli addetti alla vendita sono in grado di mettere in atto per accompagnarlo verso il soddisfacimento dei propri fabbisogni.
Ma quali sono nella sostanza i desideri dell’ospite di un ristorante ?
Forse, meramente quelle di approvvigionarsi e quindi soddisfare l’esigenza primaria di sfamarsi per sopravvivere? No, non è, e non è mai stato così. Sicuramente il fattore tempo incide molto sul fatto che un insieme di persone non ne abbiano a disposizione per mettersi in cucina e prepararsi una pietanza E’ per altro vero che le possibilità di cibarsi in tempi brevi sono infinite, e allora...?
Detta così, senza mezzi termini: "... ma allora che ci viene a fare il cliente al ristorante"? Il fatto è che al ristorante ci si viene sì con la fame, ma essa ne è solo un pretesto. Il reale intento è quello di voler vivere tale soddisfacimento all’interno di un contesto emozionale ben più ampio.
Si può così arrivare all’assunto che quella della ristorazione e dell’ospitalità oltre che un mestiere possano essere considerate a tutti gli effetti un’arte.
L’arte di far vivere delle emozioni....l’arte di non farsi dimenticare.
Ma quali sono nella sostanza i desideri dell’ospite di un ristorante ?
Forse, meramente quelle di approvvigionarsi e quindi soddisfare l’esigenza primaria di sfamarsi per sopravvivere? No, non è, e non è mai stato così. Sicuramente il fattore tempo incide molto sul fatto che un insieme di persone non ne abbiano a disposizione per mettersi in cucina e prepararsi una pietanza E’ per altro vero che le possibilità di cibarsi in tempi brevi sono infinite, e allora...?
Detta così, senza mezzi termini: "... ma allora che ci viene a fare il cliente al ristorante"? Il fatto è che al ristorante ci si viene sì con la fame, ma essa ne è solo un pretesto. Il reale intento è quello di voler vivere tale soddisfacimento all’interno di un contesto emozionale ben più ampio.
Si può così arrivare all’assunto che quella della ristorazione e dell’ospitalità oltre che un mestiere possano essere considerate a tutti gli effetti un’arte.
L’arte di far vivere delle emozioni....l’arte di non farsi dimenticare.
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