lunedì 7 aprile 2008

La professione del Sommelier

La scelta del nome sommelier al posto di “Coppiere” o “Bottigliere” è stata determinata dall’internazionalità acquisita dell’appellativo in grado d’identificare la figura del professionista del servizio del vino. Le donne, anche se al momento sono solo il 25%, sono molto brave perché hanno un palato particolarmente sensibile; è una professione molto dinamica, in continua evoluzione e che richiede aggiornamenti costanti. L’Associazione Italiana Sommeliers svolge la propria attività allo scopo di propagandare la conoscenza ed il consumo dei vini e di ogni altra bevanda alcolica, curando direttamente la preparazione professionale e l’abilitazione del personale addetto ai vini. L’associazione promuove le proprie iniziative ed attività su tutto il territorio nazionale attraverso la rivista “Il Sommelier italiano”. Gli iscritti all’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino sono ricercatori, scienziati, studiosi, commercianti di vino, produttori: non si tratta quindi di una vera e propria professione ma di una specializzazione per chi già opera nel settore.

PROFILO
Il sommelier è un esperto in vini che presenta il prodotto al cliente ed è in grado di dare consigli sugli abbinamenti gastronomici. L’assaggiatore di vini è invece l’esperto in grado di eseguire veri e propri esami sensoriali sui vini e di valutarli secondo il colore, il profumo e il sapore.

REQUISITI
Tra i requisiti richiesti per la professione del sommelier ci sono la cultura del vino, disponibilità per la ricerca, aggiornamento ed esperienza: questi i requisiti base per esercitare queste professioni. Il sommelier non deve avere solo buone conoscenze tecniche ma deve anche essere in grado di capire il cliente e le sue esigenze. L’assaggiatore di vini deve ovviamente possedere organi sensoriali particolarmente sviluppati, specificatamente il gusto e l’olfatto.

FORMAZIONE
L’Associazione Italiana Sommelier organizza su tutto il territorio nazionale corsi di qualificazione professionale. Questi si sviluppano su quattro livelli. Durante il primo corso si studia viticoltura ed enologia; nel secondo le tecniche di degustazione e nel terzo la storia e l’evoluzione dell’enogastronomia. Al termine di questi primi tre livelli, si ottiene la qualifica di “sommelier amatore”. Il quarto consente di accedere all’esame per diventare professionisti. I corsi sono organizzati dai delegati dell’A.I.S. che operano presso le varie province. L’A.I.S., che ha come obiettivo primario il rilancio del personale qualificato, intende con i corsi di qualificazione professionale offrire l’opportunità di confrontarsi col mondo del lavoro attraverso stage finali. I corsi sono quindi orientati alla preparazione di base per l’avviamento al lavoro e di aggiornamento periodico per coloro che vi sono già inseriti.

SBOCCHI PROFESSIONALI
Per diventare sommelier professionista si devono frequentare i corsi di formazione organizzati dall’Associazione Italiana Sommelier e superare infine un esame di abilitazione. L’assaggiatore di vini deve invece frequentare con esito positivo i corsi di formazione organizzati dall’Associazione Nazionale Assaggiatori di Vini: per accedervi è necessario superare un test attitudinale. L’assaggiatore presta la sua opera durante i concorsi vinicoli nazionali, regionali e provinciali, manifestazioni e mostre dove si selezionano i vini di qualità. Può anche essere consulente free-lance e, se iscritto alla Camera di Commercio, può far parte delle Commissioni Nazionali per le degustazioni DOC.



(Fonte: www.jobtel.it - www.isfol.it )

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